Pensavate che fosse finita qua; pensavate che dopo 3MSC, Troppo Belli e Melissa P. non ci fosse altro, pensavate che fosse il fondo del barile, che io non avessi il coraggio di spingermi oltre.
E invece no; a nessuno è venuto in mente "Passo a Due"? A me sì.
Poco dopo l’inizio del film, appare subito in sovrimpressione la scritta “Rai Cinema e Magic Moments, presentano"; non ho ancora capito se “magic moments” è una premessa o una minaccia.
Subito dopo appare, in tutto il suo sudore, Kledi che balla; bello, bravo, molto bravo, ma basta così, grazie.
Basta perché se si sforza di fare l'espressivo viene fuori un misto tra Manuela Arcuri in Carabinieri, Martina Stella ne "La Freccia Nera" e uno scolapasta; della serie: potevi godere della mia stima fino a due secondi fa adesso ti sei fottuto.
Il film praticamente è il corrispettivo dei vari "Save the Last Dance", film che vogliono spacciare la danza come panacea di ogni male: sei un albanese senza permesso di soggiorno? Balla, che prima o poi il permesso arriva; sei una ragazza fidanzata con uno che ti mette le corna e i tuoi genitori non capiscono che la danza è la tua passione? Balla, prima o poi arriva l'albanese che ti fa cambiare idea e con il quale copulare a piacere.
Che sia successo così anche nella vita reale?
E se è successo così, chi sostituisce la PR?
Dubbio agghiacciante.
Come chi? Laura Chiatti!
La biondina che si sveglia la mattina con Totti e Gattuso nel letto ed invece che chiamare la polizia chiama il fidanzato (perché se avete notato il labiale, dice “amore”) e intrattiene con lui una deliziosa conversazione mentre i due soci del MENSA (o della mensa) se ne vanno; quella che di solito, prima di chiamare il fidanzato svegliata da Totti e Gattuso, usa fare viaggi con Muccino, nel retro di camioncini, in lande sperdute, facendo gli occhi dolci e buttando vestiti per strada (ma buon Dio, SI SPORCANO!).
Delusione perché ti aspetti che non sappia mettere in fila una frase che sia una, e invece no, per essere una che gode di zero credibilità agli occhi degli italiani, non è stata così schifosa; certo, uno “fero!” ogni tanto poteva metterlo, giusto in ricordo dei vecchi tempi e di Muccino.
Tipo “ma quanto bene sai recitare?” “FERO!”; ecco, sarebbe stato bello.
Lui, un disgraziato albanese che arriva in Italia con una donna che gli promette di poter diventare ballerino professionista, quando invece rinchiude lui, e altri connazionali, in una casa-prigione costringendoli a fare spettacoli di bassissima lega.
Lui, forte ed espressivo come lo scoiattolo del Duplo (questo forse è un complimento), si ribella, riesce a scappare e si rifugia in un palazzo occupato da ogni tipo di straniero possibile ed immaginabile.
Dopo l’ennesima delusione, deciderà di lasciare il ballo per dedicarsi ad una carriera di impiegata, ma grazie ad AlbaniaPortamiVia, ritroverà la voglia e la passione perduta, insieme a lui farà un balletto strepitoso e coinvolgente come Sanremo condotto da Panariello, che riuscirà a dare loro fama e soldi.
E vissero tutti albanesi, cellulare-dipendenti e contenti.
La trama doveva, per forza di cose, essere banale, gli attori dovevano, per forza di cose, essere bravi come i pinguini son bravi a sopravvivere nel deserto (perché ricordiamoci che c’è di mezzo Costanzo, niente di buono può venir fuori dalla sua mente perversa).
E per scenografia intendo tutto, dalla sedia messa lì per caso in un angolo, al ristorante dove la biondina molla il ragazzo con una scenata davanti a tutti; niente di più deprimente e squallido, niente di meno credibile.
Certo, se ci fosse stato uno scopettone in grado di ballare come Kledi, avrebbero sicuramente preferito lui.
