Alla prima le metti una tutta da ginnastica, anzi, la rivesti da capo a piedi con articoli Adidas, le fai una coda di cavallo sportiva, e le dici di andare in giro a dichiarare che ama lo sport e che odia i tacchi.
La seconda invece la pettini con i petardi, che vanno sempre di moda, la vesti in modo aggressivo, tutta leopardata e/o tigrata e/o maculata, un tocco di sobrietà che ti stende in un attimo, e le fai dire che gli uomini se li mangia a colazione con la marmellata di albicocche.
Poi prendi la biondina, quella che sembra fatta di panna e miele, le fai i codini, la vesti come una bambolina, non le dici di parlare ma di leccare assiduamente un leccalecca; nel caso in cui voglia parlare, accertati di farle dire che ama tanto i peluche e vorrebbe una famiglia con tanti bambini (tutti col leccalecca, per la gioia del dentista di famiglia).
La quarta ragazza diventerà la snob, quindi le dovrai dire di non sorridere mai, anzi, di avere perennemente lo sguardo da “se mi tocchi con un dito ti taglio di netto la testa e me la mangio a colazione con la mia amica Mel B e la marmellata di albicocche”; dovrà sempre vestirsi di nero, ma non un nero a caso, nero Gucci, e in ogni intervista dovrà dire che lei spende un sacco di soldi in shopping, che non vuole rompersi le unghie, e che va a letto con le scarpe tacco 12.
L’ultima è la più semplice, le tingi i capelli di rosso e la vesti da zoccola.
Una è rimasta incinta di Eddie Murphy, ma il tizio in questione se ne va in giro a dire che il figlio non è suo, che lei lo ha tradito e vuole il test del DNA, come se a noi ce ne fregasse qualcosa; l’altra fa talmente schifo come cantante e attrice che si è ridotta a fare il Ballando con le Stelle inglese, e che culo, aggiungerei io.
L’ultima non ho idea di dove sia finita, di certo c’è solo che ha passato vari stadi di bruttezza infinita per poi stabilizzarsi, ma ho notato che alla fine è l’unica che ha portato avanti con un minimo di decenza la carriera musicale, nonostante io preferisca ascoltare lo stridio delle mie unghie su una lavagna.
