«Non proprio felice l'uscita di Woody Allen con la sua ultima musa Scarlet Johansson. Sul set, per calmare l'attrice dopo una scena particolarmente emotiva, il regista le ha chiesto a bruciapelo: "Su, dimmi, a che età hai perso la verginità"? Lei non ha gradito, ed ha riferito tutto alla rivista Spin»
Che delusione, Scarlattina.
Ad una domanda del genere si risponde “perché, non te lo ricordi più?”.
Tzé.


My blog is worth $28,227.00.
How much is your blog worth?
...per comprarmi tanti kit casa infernale fai-da-te.
Andrò in giro per l’Italia dicendo che l’America è il nemico, e bisogna evitarlo perché altrimenti si andrà all’inferno.
Poi con i soldi rimanenti mi trasferisco a New York.
Oh yeah.
Se non contiamo eventi eccezionali, come matrimoni, funerali o profanazioni di altari, non entro in una Chiesa di mia spontanea volontà da almeno 12 anni; anzi, anche 12 anni fa non entravo di mia spontanea volontà, lo facevo solo perché ero costretta, causa burocrazia da catechismo.
Del catechismo ho un vago, molto vago ricordo, se non che la tizia che ci sopportava era riccioluta, con tanti capelli, e che mi dava spesso “bravissima”; per cosa non lo so, ma per lei lo ero.
Ovviamente, a me non me ne fregava niente del catechismo, era solo l’ennesima occasione per fare casino e la messa della domenica era solo un’occasione per stare con la mia migliore amica del tempo e fare casino anche quando il prete parlava.
Inutile dire che quando sono approdata al Liceo ho sempre evitato l’ora di religione come la peste, esonero fin dal primo anno; all’inizio eravamo in due, l’ultimo anno erano in due a farla.
Povero professore, mi ha sempre fatto tanta tenerezza.
Ma non cambiavo idea, la tentazione di avere un’ora libera per copiare i compiti di matematica per le due ore successive era troppo forte.
L’ultima volta che sono entrata in chiesa per un evento eccezionale, quando sono passata davanti all’acquasantiera, c’ho inzuppato due dita e ho fatto finta che un omino affogasse, accompagnando il tutto da “aiuto, ciaf ciaf, affogo!”.
Non è che voglia essere irrispettosa a tutti i costi, sono solo stupida.
Praticamente, in America, l’amministrazione Bush, ha sprecato un bel po’ di soldi per mettere su le Case Infernali, “la risposta dei fondamentalisti cristiani alle «case infestate» tipiche dei luna park”.
Mi sembra una mossa più che logica no? Si sa che i Luna Park sono luoghi in cui regna Satana, e che le case infestate sono causa di futuri serial killer; prendiamo Pacciani, per esempio, tutta colpa della fiera di Montelupo, lo sanno tutti.
Queste case infernali hanno un nobile intento: impaurire i non credenti e fare entrare Gesù nelle loro misere e squallide vite.
Un certo pastore Roberts, poi, è andato oltre, creando un vero e proprio kit Casa Infernale fai-da-te: paghi 300 dollari (e che vuoi che siano, 300 dollari, poi dopo vai a fare il reality Playing It Straight e ne vinci un milione) e ricevi a casa tua tutto il materiale necessario, cd, sceneggiature, suggerimenti, manuale di istruzioni, insomma, tutto il necessario per mettere in scena nel più realistico dei modi il momento dell’aborto, suggerendo anche di usare «pezzi di carne in vasi che ricordino il più possibile delle parti di un bambino».
Un’organizzazione chiamata “Tolleranza Religiosa” (alla faccia della tolleranza), rivela che circa il 15% delle persone che assistono a questi spettacoli cercano poi il pentimento (“sì, mi pento, potevo starmene a casa oggi invece ho fatto sta cazzata immane di venire qua”).
Le altre scene, sempre molto sobrie ed eleganti, ritraggono matrimoni gay, aborto, sesso pre-matrimoniale e magari pure vitelli sgozzati, già che ci siamo.
Alla fine, Satana in persona cerca di convincerti a seguirlo, ma durante il suo discorso finale una tenda si apre e, ooooh, uno squarcio di luce riempie la sala, e un angelo appare per offrire salvezza; a quel punto tutti allegri felici e cristiani, c’è spazio per un concerto rock cristiano (trasgressivi) e qualche salmo, così, tanto per gradire, dopo aver visto pezzi di carne che facevano finta di essere pezzi di bambini, fa sempre bene un salmo.
Grossa, grossa, grossa crisi.
Prima stavo guardando Studio Sport.
Stavano facendo rivedere (per milionesima volta) i goal dell’Italia ai Mondiali.
E quando ho visto i goal, con questa musica sotto, che, per intenderci, non c’entra un’emerita ceppa, mi sono commossa; sarà la sindrome premestruale, sarà la depressione da fine anno, sarà che sto per morire, che ne so.
Noi siamo fermi al Grande Fratello, siamo obsoleti; il massimo della trasgressività che abbiamo avuto in un reality è stato vedere la Ricciarelli spalare letame o Califano ruttare, sai che soddisfazioni.
L'America è avanti, volendo potrebbe doppiarci: i reality americani sono qualcosa di inguardabile, ma per qualche strana ragione è proprio questa caratteristica che li rende imperdibili; che ad accompagnare la visione ci sia una faccia schifata o una faccia divertita, poco cambia, hanno il potere di tenerti incollato alla televisione.
E non avreste torto, solo che le differenze in questo caso sono due, due piccolissimi dettagli:
- Alcuni degli uomini presenti sono etero, altri gay.
...
Questa ragazza arriva tutta felice e contenta al ranch, non sa cosa la aspetta, sa solo che un gruppo di maschioni la corteggerà da mattina a sera, solo che alcuni di loro immagineranno al suo posto Brad Pitt o George Clooney o le icone gay del caso, che al momento mi sfuggono; lei non solo deve prendersi la briga, poverina, di innamorarsi di uno di loro, ma deve beccare quello giusto, l'etero e non il gay, altrimenti si fotte il premio in palio.
Ah, dimenticavo: se la fortuna la porta a scegliere un etero, i due piccioncini si divideranno un milione di dollari, se la povera scemunita sceglie un gay, quest'ultimo si porta a casa il malloppo intero, e al massimo se lo divide col gatto.
Forse non sono stata spiegata: UN-MILIONE-DI-DOLLARI.
Gli autori del programma, dei geniacci, hanno fatto vestire tutti i concorrenti da cow-boy e voi penserete (o l'ho pensato solo io?), bravi, comoda la vita, approfittare della scia di Brokeback Mountain e alimentare lo stereotipo del cow-boy gay; sbagliato, questo fantastico, meraviglioso, sublime reality è andato in onda la prima volta nel 2004.
Questo mi porta a pensare che siano stati quelli di Brokeback Mountain a copiare loro e non viceversa.
La faccia che fa lei quando le viene detto che alcuni di loro sono gay è impagabile, e alla fine c'è pure il dramma, la canzoncina triste e lei che piange dicendo che non ce la fa, è troppo difficile, come cazzo faccio a riconoscere chi è gay e chi no?! Uffa.
Trasherrimo.
Ho guardato solo una puntata, la prima, della versione americana, e l'ho trovato, mi ripeto, geniale; primo, perché io adoro farmi i cazzi degli altri, e un reality è una buona occasione per farlo, secondo, perché non ci trovo niente di male.
Prima di fare questo post mi sono un minimo documentata, e ho letto in giro che alcuni sono rimasti scandalizzati e inorriditi; ma perché, che c'è di diverso da un Uomini&Donne qualsiasi?
L'unica differenza è che qui alcuni di loro sono gay, e allora? Non li ha costretti nessuno, non sono poveri animali maltrattati e obbligati a fare un reality show per la volontà dei perfidi autori etero, non c'è niente di cui scandalizzarsi.
Se dovessi scandalizzarmi per qualcosa in questo programma, lo farei piu volentieri per il milione di dollari in palio, che non è una cifra da regalare solo perché hai fatto ambarabàciccicoccò e c'hai preso giusto.
Che carino.
Io il presepe non l’ho mai fatto.
Anzi no, mi ricordo che da piccola, oltre all’albero (rigorosamente finto, è chiaro), mia madre tirava fuori dalle scatole anche una specie di capannina, mezza scassata, dove puntualmente mettevo intrusi, con dentro un’approssimativa famigliola in adorazione di un bimbo qualsiasi, che veniva svogliatamente messa sotto l’albero, ma che poi abbiamo tolto, perché in fondo nella mia famiglia non c’ha mai creduto nessuno.
Vagando per il uèb ho trovato questa esilarante iniziativa, su kblog: adottare una statuina per un virtuale presepe popolato da personaggi dello spettacolo, o comunque di successo; che ve lo dico a fare, mica potevo farmi sfuggire un’occasione del genere?
I posti migliori purtroppo sono già stati presi; elementi come Simona Ventura – La Macellaia urlante, Domiziana Giordano – Il Magio Impasticcato, Silvia Toffanin – La Capretta Pettinata, erano già stati donati al più veloce offerente.
Io ho avuto in dono lui:

Dicheno, che Ilary Blasi sarà la nuova conduttrice de Le Iene (lo dice la Lucarelli nel suo bellissimissimissimissimo blog, nel caso non fosse vero prendetevela con lei).
Questo ve lo dico per la serie: come rovinare uno dei miei programmi preferiti; vista la gravità del problema, la prossima notizia sarà che metteranno Bossari al posto di Fazio e la Cabello (brrrrr...) al posto della Littizzetto a Che tempo che fa.
Ma non fermiamoci a questa analisi superficiale dell'evento, scaviamo più a fondo, parliamo direttamente della ditta TottiBlasi&co. (dove per co. si intende la prole ereditaria del patrimonio): non voglio fare la voce fuori dal coro, Totti è tanto simpatico, Totti è un bravo giocatore, Totti è un caro ragazzo, ma sbaglio o sta diventando peggio dei tronisti di Maria De Filippi, che stanno dovunque e non si sa perché?
Una sera sta a C’è posta per te (ma lì ci vanno cani e porci, avevano chiamato anche me, solo che non ho tempo da perdere coi fanS), quella dopo fa la comparsata a Striscia la Notizia, quella dopo ancora te lo ritrovi da Costanzo (ai tempi, ma visto gli ultimi sviluppi, probabilmente lo vedrete a breve), poi lo vedi a Paperissima; l’unico programma dove lo vedrei bene, ossia insieme alla Clerici ad impastare, sminuzzare e soffriggere, l’ha saltato.
Per carità, tanto carucci, il prossimo se sarà maschio lo chiameranno Raccordo Anulare e se sarà femmina Tor Vergata, ma non sanno ancora, le innocenti creature, che fanno parte della famiglia più pacchiana del secolo.
Non dimentichiamoci che stiamo parlando di due tizi che hanno messo la loro lista nozze su internet, una roba che io non farei manco sotto tortura, che non è trash, è di più, è l’apoteosi del burino; ma lo fa Totti e allora è tutto molto simpatico e pittoresco.
Duecentoquaranta (240) oggetti, il più economico costava 22 euro (una simpatica lattiera), alcuni di una bruttezza inaudita, uno schifo che rasenta il sublime, dei piatti che io non userei neanche per dare da mangiare al cane, conoscendola mi sputerebbe in un occhio e si rifiuterebbe di mangiarci, dei soprammobili che neanche la zia di 106 anni, vecchia rincoglionita che crede ancora che al governo ci sia Badoglio, può avere.
Non poteva rinchiudersi a vita privata dopo il mega flop del Festivalbar? Lei, la Chiabotto e il Mago Forest, un trio peggiore non poteva esserci, tanto valeva far condurre a Calderoli, Bertinotti e Pannella; già il Festivalbar è qualcosa di atrocemente triste in partenza, ci metti pure queste tre emorragie cerebrali ambulanti e sei a posto, shakeri un po’ e viene fuori il peggior programma in assoluto, dal 1954 ad oggi.
Ilary ha fatto il Festivalbar (o meglio, ha mosso le labbra emettendo suoni senza senso tra una canzone e l’altra, schiattando di invidia perché la Chiabotto è almeno 3km e mezzo più alta di lei).
Totti è la nuova preda pubblicitaria e conosce personalmente Babbo Natale e Megan Gale.
Ilary è estremamente fertile.
Totti&Ilary hanno una truzzissima linea di abbigliamento.
Totti&Ilary hanno un set di palle.
Totti&Ilary hanno il potere di monopolizzare Sky.
