Insomma, Manuale d'Amore 2, la vendetta, è sicuramente un film per famiglie.
Accorrete numerosi al cinema, io preferirò farmi martellare le dita delle mani, ma mi raccomando, andate e tornate vittoriosi.
(non riesco a capire: Scamarcio sta urlando di piacere oppure la Bellucci gli ha dato una ginocchiata tra i pali e sta bestemmiando in turco?)

Ieri, per la prima volta in tutta la mia vita, ho visto un'intera puntata di Uomini&Donne: più guardo quelle donne più mi vergogno di avere un utero.
1 - La pubblicità di Paris Hilton della 3 è una delle pubblicità più brutte che abbia mai visto; faceva già schifo prima, adesso che hanno avuto la brillantissima idea di doppiarla in un finto italiano con finto accento inglese è inguardabile. Neanche abbassando il volume posso sopportarla.
2 - Sabato mattina mi sintonizzo per sbaglio sul programma di Rai3 Il Grande Talk; carino, ma non riesco a guardarlo perché mi sembra di ritornare a lezione di televisione in università, e vade retro Satana, per favore. Vengo catturata perché sento dire "House", e subito dopo parte un collegamento con un inviato a New York per sapere cosa succederà nella terza stagione.
Riesco solo a sentire che ci sarà un nuovo personaggio e tac...la madre in carica (perché dopo questa potrei ripudiarla) chiama, e mi tiene al telefono esattamente il tempo necessario per perdermi le novità del Dottor House; appena metto giù sento "E questo è quello che succederà nella terza serie..."...mi sento presa per il culo.
3 - A me Paperissima fa schifo. La Hunziker mi sta simpatica come un ictus e Scotti lo contemplo solo seduto dietro ad un computer a dire "lo accendiamo?", per il resto, potrebbe starsene a casa. Quelle scenette che fanno tra filmato e filmato sono penose, non farebbero ridere neanche un bambino di 3 anni e se capita, per sbaglio, e per punizione divina, di guardarlo mi vergogno per loro e per gli ospiti che ci vanno. Però, vedere gente che si fracassa al muro, che si sfracella al suolo, che si schianta sul cemento, bambini e animali nel pieno delle loro stupidità mentali...non posso farci niente, rido come una cretina.
4 - Sbaglio, oppure girano un paio di pubblicità di Buffon in tv? Pubblicità squallidissime, tristi e di prodotti di dubbio gusto. E' questo che succede andando in B? Passi da pubblicità della Nike & affini a pubblicità di Toys Center? Passi dal vestirti da figo al vestirti da Babbo Natale? La fame fa brutti scherzi.
5 - Il vero dramma collettivo non è il Dottor House riempito di piombo (sigh), no no no; la vera tragedia è Berlusconi che si sente male al convegno parlando ai "gggiovani": isteria generale, tutti in piedi, gente che piangeva. Io mi aspettavo che da un momento all'altro dicesse "ha-ha! vi ho fregati!". Comunque, a Domenica In ho sentito Vespa che rassicurava (...) tutti sullo stato di salute del Brambilla, e ha raccontato un simpaticissimo (come la peste) aneddoto: quando il presidente si è svegliato ha trovato davanti a sé (la madonna?) un dottore con una lunga barba e ha detto "oh madonna (appunto, ndMonica), mi sembrava di essere con Bin Laden". Sant'iddio, mi ride anche la milza.
Amici di Maria De Filippi, domanda della suddetta: "quindi tu se potessi cambieresti squadra?".
Risposta dell'alunno: "sì, se potrei sì".
Credo che il livello d'intelligenza generale sia pari - se non inferiore - a quello di un gruppo di criceti rincoglioniti.
Con tutto il rispetto per i criceti rincoglioniti.
Hanno sparato al Dottor House; dico, non so se è chiaro:
HANNO SPARATO AL DOTTOR HOUSE.
Se muore, o un suo organo vitale viene seriamente compromesso, io denuncio.
Non so chi, non so come, ma lo faccio.

Ieri, un improvviso viaggio Milano – Bologna, Bologna – Milano in poco meno di sei ore; ‘na passeggiata fuori porta insomma.
Detto ciò, vorrei scrivere una sorta di lettera di ringraziamento:
Grazie, Trenitalia, per avere dei dipendenti così competenti, che poco prima di partire, alle due di pomeriggio, mi assicurano "no no, non si preoccupi, non ci sono più rallentamenti tra Lodi e Piacenza".
Grazie, Trenitalia, per aver trasformato un viaggio di 1 e 46 minuti in 2 ore e 45, e tutto a causa dei rallentamenti tra Lodi e Piacenza, che, ricordo, non c'erano.
Grazie, Trenitalia, per esserti fermata dopo 20 minuti dalla partenza in mezzo alla Pianura Padana e non averci detto niente.
Grazie, Trenitalia, per il rimborso che come minimo avrò tra 20 anni.
E in più, ringrazio Trenitalia anche per cose non direttamente riconducibili ad essa:
Grazie, per avermi fatto inciampare sugli scalini del treno mentre salivo e avermi fatto fare una discreta figura di merda.
Grazie, per il viaggio di andata, per avermi messo davanti una che credeva fossi aria, visto tutti i calci che mi sono beccata.
Grazie, per aver messo accanto a lei un tizio che mi fissava in modo strano.
Grazie, per avermi messo accanto un tipo che ascoltava musica muovendo la testa come se fosse ad un concerto heavy metal e ogni tanto si credeva Muti, dirigendo con il dito per aria la sua orchestra immaginaria.
Grazie, per avermi messo vicino, ma per fortuna dall'altra parte (e quindi si è salvato da probabili violenze fisiche - visto il post precedente, forse è meglio specificare che di solito non meno la gente, forse non si capisce, NdMonica), un vecchietto in carriera, che non ha smesso un attimo di stare al telefono dicendo a mezzo mondo quanto fosse indignato per il trattamento ricevuto da Trenitalia, dicendo frasi del tipo "ho intorno a me persone incazzate nere" quando intorno a lui si potevano sentire grilli e rotolavano i covoni di sterpi.
Grazie, per la batteria dell'iPod che si è scaricata.
Grazie, per il raffreddore che mi è venuto e mi sta facendo rincoglionire più di quanto non lo sia in natura.
Grazie, per il tizio in stazione, che avrebbe potuto essere mio padre e avanzava pure un po' di anni, che mi ha detto "sei molto bella"; ma ricoverati.
Grazie, Trenitalia, davvero, di cuore.
Ho avuto un flash back improvviso, senza motivo apparente.
Mi sono appena ricordata di un episodio successo anni e anni fa, che ho sempre raccontato, e adesso che ho un blog devo lasciare traccia scritta e pubblica.
Io sono incline alla rissa, sono nervosa di natura, mi accendo facilmente e se ho tutti i motivi per farlo escono dalla mia bocca parole talmente cattive che mi rendono in qualche modo orgogliona di me stessa.
Questa è premessa necessaria per dire che anni fa litigai con una ragazza, non era mia amica, ma faceva parte del mio stesso gruppo, quei gruppi che hai alle medie formati da 30 persone minimo.
Questa ragazza aveva due particolarità: un naso che poteva benissimo essere l'astuccio del naso di Columbro e le gambe storte; non era brutta, ma non si potevano non notare questi difetti.
Non mi ricordo il motivo della discussione, fatto sta che ad un certo punto mi dice:
"Ma vaffanculo!"
Ed io, reattiva come poche, subito pronta alla rissa, ho risposto:
"Volentieri, dimmi come però, per l'aereo che ti parte dal naso o per il treno che ti passa fra le gambe?"
Tutto arricchito da un'uscita di scena degna di una regina.
Strano che non mi abbiano applaudito.
Ci sono dei film "cult" che io devo assolutamente vedere almeno una volta l’anno.
Adesso si avvicina il Natale (tempo qualche settimana e sarò depressa come poche, in anteprima per voi!), e devo cominciare a guardare film adeguati.
Prima di tutto, Una Poltrona per Due, se non lo vedo mi sembra di fare un torto a Babbo Natale, gli elfi e pure le renne; ogni maledettissimo anno, quando si avvicina il Natale, io ho l’obbligo morale di vedere questo film, non importa come, non importa dove, io devo vederlo.
Lo stesso vale per Mamma ho perso l’aereo che non può mai mancare; e tutte le volte mi diverto un sacco e tutte le volte quando sento "Jingle Bell Rock" comincio a muovere la testa come una deficiente.
Non ci posso fare niente.

Ieri è successo l'incredibile.
Ieri è stato raggiunto l'apice della golosità umana e, se vogliamo, dello schifo.
Antefatto: mi reco, felice come un kamikatze, a fare spesa, e non so perché, ho voglia di roba vagamente sana, bresaola con sopra rucola e scaglie di grana; non so perché, ma c'ho voglia e devo averlo.
MonicaCoscienza: come mai tutta sta voglia?
Monica: non ti sto ascoltando, voglio bresaola.
MonicaCoscienza: non è che siamo incinte, vero?
Monica: no, e al massimo IO non sono incinta.
MonicaCoscienza: vabbè, è uguale.
Mi dirigo spedita verso l'obiettivo quando li vedo: sono lì, dorati, impacchettati, nelle loro belle scatoline.
MonicaCoscienza: oddio no!
Monica: i Ferrero Rocher...
MonicaCoscienza: distogli lo sguardo! Chiudi quella bocca, muoviti, fai un passo indietro e vattene!
Monica: non riesco...
MonicaCoscienza: certo che sei idiota forte eh!
Monica: zitta, li mangio io, non te!
MonicaCoscienza: non farlo! Non sei abituata a mangiare schifezze, poi ti senti male, lo sai!
Monica: ufff...e se compro yogurt e prometto di mangiare solo quelli per tre giorni?
MonicaCoscienza: mezzucci ignobili che non funzionano...
Passo davanti al luogo del reato almeno 5 volte, li prendo o non li prendo, e all'ultimo giro, prendo coraggio e ne prendo una scatola, veloce come se la rubassi.
MonicaCoscienza: cos'è pensavi non me ne accorgessi?
Monica: oh, che palle! Ho preso la scatola più piccola! Prometto che non lo finirò in una settimana, o peggio ancora in un giorno!
MonicaCoscienza: certo, come no, e io esisto sul serio.
Monica: taci!
Esco dalla benedetta Esselunga e mentre aspetto l'autobus sento una voce:
Monica: chi cazzo è che mi chiama?!
Ferrero Rocher: siamo noi!
MonicaCoscienza: non vorrei dirlo, ma io te l'avevo detto. Ecco, l'ho detto!
Monica: bastardi! Sapevo che non dovevo prendervi!
Ferrero Rocher: su, dai, mangiaci, stai aspettando l'autobus, così ammazzi il tempo...
Monica: ho detto di no!
Resisto, coraggiosa, torno a casa e, visto che era ora, mi preparo subito il mio piatto di bresaola, e calmo la fame.
MonicaCoscienza: nascondi la scatola.
Monica: sì, vabbè, mica ho tre anni.
MonicaCoscienza: nascondila!
Monica: ma non serve a niente, so dove la metto e se ho voglia la prendo!
MonicaCoscienza: allora mangiane solo uno, così ti togli il dente...
Monica: uno solo...
MonicaCoscienza: sì, uno solo...UNO!
Monica: sìsì, ho capito, UNO.
MonicaCoscienza: ...
Monica: ...
MonicaCoscienza: ti ho visto, idiota! Ho detto uno!
Monica: ma te non muori mai?!
Resisto, di nuovo, ne prendo uno solo, e lo considero come dolcetto fine pasto, tutto qua.
MonicaCoscienza: perché non nascondi la scatola?
Monica: suvvia, che sarà mai lasciarla sul comodino...
MonicaCoscienza: certo, le ultime parole famose!
Finisce che cerco di distrarmi, un po' di tv, un po' di letture disimpegnate, un po' di letture impegnate, e ritorno di nuovo alla tv; Uomini&Dnne mi interessa talmente tanto che mi addormento, e mi sveglio dopo tre ore, con Amici (Maria De Filippi veglia su di me).
Monica: ehi! Dove sono finiti i cioccolatini?!?
MonicaCoscienza: sono spariti!
Monica: ma io stavo dormendo!
MonicaCoscienza: ...
Monica: ...
MonicaCoscienza: ...!!!
Monica: ...?!?!
MonicaCoscienza: FAI SCHIFO! Li hai mangiati mentre dormivi!
Monica: ma non dire baggianate, come faccio a mangiare mentre dormo?!?!
MonicaCoscienza: ah non lo so! Non ti ricordi niente?
Monica: ...sì, mi sono svegliata un po' di volte, ma ricordo di aver aperto solo gli occhi un attimo...
MonicaCoscienza: ha-ha! Ti sei svegliata, hai allungato la mano e ti sei mangiata tutti i Ferrero Rocher!
Monica: ... faccio schifo.
Ecco, questo è successo ieri.
Angosciante eh? Io mi sono addormentata col pensiero di togliere i cioccolatini dal comodino e ho risolto mangiandoli mentre dormivo; giuro, non mi sto inventando niente (purtroppo).
Ancra non ho accusato il colpo, la pancia è ancora piatta, le maniglie dell'amore sono sempre della stessa misura, niente è lievitato e niente nausea come al solito quando mangio schifezze; probabilmente si ripresenteranno, in tutti i sensi, quando incontrerò l'uomo della mia vita.
Intanto, colmo il senso di colpa facendo addominali anche mentre mangio, e ingozzandomi di mandarini, serve a poco, ma la coscienza sta un po' meglio.
Vi odio, Ferrero Rocher.
Ps. Siccome sono creativa, e siccome Art Attack è il mio programma preferito, ho conservato la scatolina e l'ho riempita di questo, così nella mia camera ci sarà sempre un gradevole profumo che mi ricorderà il giorno in cui mi sono totalmente rincoglionita.
Parliamone.
Scrivevo anche io minchiate, ma sulla Smemo, e lì rimanevano, non su un blog.
Sognavo anche io un surfista biondo e muscoloso, ma non mettevo le sue foto su un blog.
Era un Nokia delle dimensioni di un walkie-talkie, oggi anche un cordless è più piccolo, le sue funzioni erano chiamate e sms, le uniche cose che quella ciofeca potesse fare; non ricordo il nome del modello, e andando a cercare sul sito della Nokia non c’è neanche, credo che si siano vergognati di aver prodotto una simile schifezza.
Per chiamare, strano ma vero, usavo il telefono fisso (presente? quel coso collegato al muro per mezzo di un filo magico; provate ad alzare quell’aggeggio che ci sta sopra, sentirete un “tu-tu”...se sentite più “tu-tu”, non preoccupatevi, è l’eco che il rumore fa dentro quella galleria del vento che avete tra le orecchie) e quando fu obbligatorio digitare il prefisso anche per chiamare la casa di fronte, fu un trauma.
Quando avevo 15 anni, io, e le mie amiche, ci vestivamo in modo consono al luogo di destinazione, andavo a scuola vestita in modo sobrio, un paio di jeans e una felpa, sostituita da una maglietta d’estate; così ci si vestiva, per niente “alla moda”, non con un maglietta attillata con scollatura fino all’ombelico, non con pantaloni a vita inesistente (neanche bassa, inesistente) per far vedere la mutanda che spunta fuori (un tocco di classe, veramente, la finezza è il vostro pane quotidiano), senza tacchi e soprattutto con uno zaino, non con la borsettina minuscola e una borsa più grande per i libri.
Quando uscivamo da scuola ci salutavamo con un ciao, se c’era confidenza non usavamo neanche le parole, solo un cenno con la testa stile mafioso, niente di tragico, ci saremmo viste il giorno dopo, come sempre, come ogni maledettissimo giorno dalle 8 di mattina fino alle 2 di pomeriggio.
Ma soprattutto, c’è una cosa che mi inquieta, a proposito delle ragazzine di oggi (attenzione: sto facendo di tutta l’erba un fascio, problemi?): la maggior parte di loro (così va meglio?), a 14 anni, conoscono il kamasutra a memoria, lo mettono come libro preferito nelle liste inutili che fanno nei loro blog, e lo hanno messo in pratica con metà classe.
Già partendo dal fatto che questi blog sono graficamente un pugno in un occhio e un calcio nelle costole sarebbe da cancellarli: sfondo nero con scritte rosse, sfondo giallo fosforescente con scritte blu, sfondo viola con scritte bianche.